Capitolo 11

“I Musgrugni sono esseri un tempo illusoniani avventurieri e amici del Regno, ma ahimè, ritovatisi a non avere più amici e non riuscendo più a gioire delle avventure divennero esseri dispettosi e fastidiosi. La loro pelle si fece verde di invidia a vede la felicità degli altri e nella loro solitudine divennero quasi perfidi e cattivi.
Da allora le tribù di Musgrugni saccheggiano e borseggiano gli incauti avventurieri, ingannando e rubando i loro beni in cambio di ciarpame e chincaglierie. Racimolano di tutto e di più nascondendo tutto nelle loro oscure e puzzolenti grotte.
Le storie su di loro raccontano di un grande capo di questa genia, egli è Murgushmuso “Il 44 Volte Senz’Anima”, un essere al di là del perfido, quasi malvagio e abietto. Si dice abbia frantumato quel poco di anima che gli rimaneva per diventare eterno per poter eternamente rovinare le avventure agli illusoniani. Non pensate a loro solo come esseri malvagi, ma anche come estremamente astuti e incauti. Potrebbero avere di tutto addosso, dalla monnezza a oggetti non comuni…”

Questo è quello che i vecchi o i nonni raccontano attorno al fuoco nelle notti di Ventofreddo ma, dietro alle favole c’è una verità ben più triste: i Musgrugni o Invidiastri sono il frutto delle potenti Tecno-Malìemanzie perpetrate negli anni da Murguso l’Allegro che, dotato del sapere Tecnomantico ha follemente sezionato le parti di anima di malcapitati Illusoniani e li ha trasmutati in questi perfidi servi della sua malignità.

I Mursgrugni sono quindi esseri storpiati nella loro esistenza attraverso pratiche oscure e sconosciute.
La loro pelle muta e vira in colori verdi e simili, si dice che i loro cuori raggrinziscano creando esseri egoisti e malevoli.

Violenti ma organizzati in bande da guerra più o meno vaste, le quali – si dice nel Regno – sono tutte parte di quella che viene definita “l’Orda dell’Invidia” o per i più superstiziosi: “la piaga verde”.

Nulla più di queste voci si conosce su Murgushmuso ed i suoi Musgrugni, ma negli ultimi tempi, sempre più frequenti e baldanzose si sono fatte le loro scorribande e ogni Fazione del Regno ha, ahimè, più di una triste storia collegata a questi esseri.
Incontri e schermaglie con questi esseri folli e ottusi stanno diventando assai più frequenti e, anche durante i Giorni dell’Adunanza ben nota a Castel Birbanello, i tamburi dell’ Orda Verde riecheggiano nei boschi e valli circostanti.