“Vi fu un tempo, in cui le Alte Foreste coprivano ogni luogo del Mondo Illusione.
Erano un immenso mare verde e fitto, che sovrastava valli, colline e montagne a perdita d’ occhio. Queste terre erano verdi e solcate dai Myrwid: enormi creature che attraversavano distanze smisurate in pochissimo tempo.”
Alla luce di un piccolo fuoco da campo, un uomo dalla pelle verde e striata di vene color del legno recita un racconto facendo ampi gesti con braccia e mani, nel muoversi la sua ombra crea figure sulla parete di roccia alle sue spalle.
“Essi erano emanazioni stesse delle forze Elementali del Mondo Illusione! Ogni Myrwid era legato intrinsecamente ad uno dei quattro elementi naturali, erano creature orgogliose ma non spietate, dotate di un’intelligenza istintiva e simile a quella animale.”
Preso un pugno di polvere la scaglia nel fuoco creando una vampata di fiamme più alte e luminose:
“Longevi e unici, le covate dei Myrwid erano momenti rari: un solo uovo veniva deposto da un Myrwid adulto in tutta la sua vita.”
Estrae infine una piccola statuetta intagliata che raffigura un uovo scaglioso e ruvido:
“Per il nostro popolo questi erano creature amate e benvolute e, si dice che le nostre tribù nomadi a quei tempi per spingersi ai limiti sconosciuti del mondo in-divenire e scoprire nuovi luoghi dove poter prosperare lontano dai regni civilizzati e i loro gioghi, si spostassero a dorso dei Myrwid. Si dice inoltre che questi li portassero incolumi verso una promessa di un futuro migliore.”
Prende un respiro e conclude il racconto:
“Il nostro popolo un tempo conosceva le canzoni che permettevano di comunicare coi Myrwid, “coloro che donano il futuro” ed un posto sicuro… Ma questo ormai è solo un racconto… Oggi i Myrwid non vagano più liberi nelle Alte Foreste, il loro canto si è fatto silenzioso, la loro specie, estinta.”
La figura lascia cadere un lungo, drammatico silenzio, affinché il cerchio degli altri Quintofogli possa comprendere bene il racconto, poi riprende:
“La nostra Regina-madre ha con sé alcune uova, le ultime uova esistenti di Myrwid, che lei cura e cresce come figli e figlie sue al pari del suo popolo. Degli ultimi Myrwid il nostro popolo ha tramandato i nomi con cui erano riconosciuti gli esemplari più anziani:
Nistokil del Fuoco, Ezetsu dell’Acqua, Thofredra dell’Aria e Gaarirtig della Terra, questi sono i nomi di quelle uova.”
Cambia visibilmente tono, accendendosi di rabbia e sdegno:
“Quelle stesse uova che alcuni Illusoniani hanno tentato di tenere per sé! Uccidendo il rispetto verso la nostra storia e la nostra cultura! Strappando e rubando per stupida avidità alle mani di quei fratelli e sorelle uccisi dalla “piaga verde” e dei servi corrotti del 44 Volte Senz’Anima!”
Continua incalzante, con gli occhi accesi:
“Così è predetto! Un giorno Il Sognante si rivelerà! E riporterà sul Mondo Illusione il Sogno Verdeggiante! Le antiche dimore dei Myrwid e dei popoli vivi!
Ma starà solo a noi richiamarlo! Starà solo ai cacciatori dimostrare alle prede il vero ciclo della Vita, dobbiamo creare una Pista, una Pista per Il Sognante affinché giunga in mezzo a noi.Per farlo, dobbiamo lavare le colpe di quegli esseri che hanno osato tanto, con la loro stessa vita! Altri fratelli e sorelle si risveglieranno, e vedranno la vera verità… Sorga il Sogno!”
L’assemblea riunita esplode in un motto unanime di risposta a Eroloand, il Quintofoglio cacciatore.


