Nel fitto dei boschi un rapido scalpitìo spezza la quiete dell’alba timida e ancora intirizzita dalla notte passata.
Una Cervusillusia dal manto ramato longilinea e fulminea – porta a tutta velocità il suo cavaliere – che brandisce uno stendardo che riflette mille sfumature di verde -deviando e balzando secondo una pista conosciuta solo all’ animale o forse al suo nocchiere. Paiono avere grande fretta. Gocce di sudore colano in una pioggerellina cangiante giù dal manto della creatura e dalla fronte di entrambi. Cavalcano fino a fermarsi improvvisamente al limitare di una fitta macchia di bosco. In lontananza, dalle alcove segrete della foresta si sente il risuonare di corni …
Il cavaliere smonta con agilità dalla creatura e carezzandole il lungo e muscoloso collo, un gesto affettuoso seguito da parole di ringraziamento. Subito dopo brandisce nuovamente il drappo e si addentra nella foresta che pian piano pare riempirsi di figure ed occhi che emergono dalle frasche. Le ombre hanno volti coperti da cappucci e fasciature dei colori del bosco, molte delle loro vesti ricordano la natura attorno o sono fatte della stessa materia di essa, hanno archi e pugnali pronti ad essere sfoderati e la loro pelle presenta reticoli di vene verdi o legnose in rilievo.
Gli occhi dei figuri sono di colore nocciola o verde ma poco altro si può osservare dei loro tratti nascosti.
Il cavaliere si spinge in avanti e lascia scivolare il suo cappuccio rivelando una cascata di capelli ramati come foglie del mese di Fiammalunga. Inizia a parlare – con fare contemporaneamente concitato e trafelato – mentre si inginocchia ed abbassa il capo:
“Regina-madre! Regina-madre! Il Nero Sire è sconfitto! Somarion Degli Equidi appoggiato dai Cavalieri del Sole Invitto ha liberato Castel Birbanello! “Il Liberatore” – così gli illusoniani lo chiamano – ci invita presso la capitale per stringere una nuova alleanza!”
Dalle fronde più profonde, nascosta fino a quel momento dietro a due Quintofogli, appare – come in una visione – una figura dalle ombre del bosco.
Ella è longilinea, con una fluente e rigogliosa chioma verde. Dalla sua fronte cresce una corona di rami vivi intrecciati ad un diadema di Elementagemma verde. Dalle sue spalle calano come cascate vitticci di eucalipto in fiore. La sua pelle riflette i deboli raggi del sole in un verde scuro come la linfa degli alberi. Al suo fianco, la leggendaria spada Tramontante la accompagna e Regina Selvestria, con voce profonda e ad un tempo antica, accoglie l’araldo:
“Aural, figlia mia. Coraggiosa Quintofoglia, avete viaggiato con tanta rapidità che vi siete stremata, ma non occorre tanto affanno, se Somarion vorrà nuovamente parlarci, saremo noi ad andare da lui. Egli potrà pur avere mosso lo scacco fatale, ma ciò non da’ a lui il titolo di diritto come futuro Re”
Un’espressione accigliata e titubante appare sul volto della Regina come se un cupo pensiero l’avesse colta improvvisamente, poi riprende:
“Molti… troppi, sono i miei figli e figlie caduti per questa guerra, ed il loro sacrificio non sarà stato un tributo alla storia di Illusonia solo per sostituire un folle ad un altro folle.
Se questo Somarion pensa che il mio popolo si inginocchierà a lui tanto facilmente non ha compreso appieno la nostra natura.
La Terra geme ed è scossa da questi ultimi anni di lungo tormento.”
Fa una pausa meditabonda, punta gli occhi verso il cielo azzurro oltre le alte fronde del suo regno e riprende con voce più alta e maestosa:
“Popolo di Selvestria! L’Epoca SinTecnomantica è tramontata! Oggi sorge una nuova epoca!
Ed il futuro Re di Illusonia sarà solo colui che la Terra riterrà meritevole! Qualcuno che sia in grado di comprendere la pienezza della vita e delle sue creature!”
Un coro di ovazione, unanime risuona nella foresta ad un solo motto:
“Sorga il Sogno!”
Un Quintofoglio rimasto fino a quel momento alle spalle della sua Regina parla, a nome di molti:
“Sia il Principe Annotuu a reclamare lo Staggio del Re a Illusonia!”
Regina Selvestria, abbassa quindi gli occhi e risponde:
“Eroloand, se questa è la volontà del mio popolo, farò tutto ciò che è in mio potere affinché le vostre speranze si compiano. Ma, attenti a non credere che sia Annotuu colui che è destinato a fare sorgere il Sogno Verdeggiante dalla Terra. A lui affiderei la mia stessa vita, ma, l’intero destino del mio popolo, sarebbe un peso terribile per chiunque.”
Distogliendo lo sguardo da colui che aveva chiamato Eroloand, riprende con tono di calmo comando:
“Seguendo la via delle foreste arriveremo all’Adunanza in pochi giorni.
Sia preparata ogni cosa per la nostra imminente partenza, e che i cuccioli del Nido-Serraglio siano portati con noi! Sono ancora troppo teneri ed inesperti per questo mondo, ed il loro potenziale troppo pericoloso per essere lasciati indietro. Quintofogli! Andiamo a portare la voce della Terra nelle alte corti del Regno!”
E come se nulla fosse mai accaduto, il bosco si fa nuovamente silenzioso, ed il popolo che lo abita si rende nuovamente celato all’ombra dell’amata dimora.


