Il pesante portone del Caveau della Banca degli Illusorelli è socchiuso. Dall’interno, un magnifico lampadario ornato da cristalli proietta una fioca luce di candela, illuminando così il luogo più sicuro di Illusonia. Da quella stanza proviene un vociare eccitato e festante.
“Eccezionale! Le loro signorie devono essere euforiche al massimo! Che successo! Che successo senza precedenti nella storia!”
Un saltellante e baldanzoso illusorello sta rovistando tra pile di scartoffie e documenti, indossa abiti di ordinanza e l’inconfondibile cappello a punta giallo e pare ben poco interessato a contenere la propria gioia:
“Dacché il Nero Sire è caduto, la vostra Banca non ha mai ricevuto tante richieste di depositi! Gli interessi stanno volando alle stelle ed il valore delle azioni è quintuplicato!
Si potrebbe pensare che non c’è illusoniano in tutto il Regno che non si stia affidando a voi per le proprie finanze!”
Nel Caveau sta un tavolo imbandito di moduli, bilance ed abachi, e – per l’occasione – ulteriormente apparecchiato con calici e bottiglie pregiate.
Seduti a lati opposti, due figure si stagliano nella luce calda della stanza, attorno a loro questa si riflette nello scintillio delle montagne di monete accuratamente posate. La figura più alta – un uomo riccamente vestito – si sfila un guanto bianco con misurata lentezza ed eleganza e, con voce squillante che lascia trapelare un orlo di contenuta allegria, parla:
“Piano coi festeggiamenti, Maldestro, nostro Segretario Maggiore…
Oggi siamo qui ad assaporare i frutti di un grande sogno, piantato non più di vent’anni fa, una visione di un’economia fiorente e prospera per il Regno di Illusonia.
Ed il mio più sincero grazie va al mio fedele e beneamato collaboratore!”
Con la mano libera prende una delle coppe riccamente ornate e la porge verso il viso della terza figura, l’uomo posto all’altro lato del tavolo:
“A te, Lestius Manus! Tu, primo porta-borse della Banca nonché co-fondatore e socio alla pari della nostra Ricercata Gilda. A te, “Principe delle Carovane” e amico fedele!”
Dall’altro lato, Lestius Manus risponde alzando una seconda coppa seguito da un tintinniò di bracciali e collane, e risponde:
“Voi mi onorate, Ser Dedalo Del Guanto, Ordinario della Giudicanza e Sommo Contrattatore, Custode della Combinazione del Caveau. Ma…”
Prima di continuare viene gentilmente interrotto dal suo interlocutore:
“Onestus! Amico mio… Non sprecatevi nell’usare i titoli con me! Siamo in un concilio privato, tra amici, come fratelli. Parlate dunque liberamente e non curatevi della retorica e dell’etichetta, amico mio…”
Dedalo sorride ampiamente mostrando la sua dentatura smagliante. Onestus Manus, imbarazzato, riprende a parlare:
“Ser Dedalo… Che la Ricercata Gilda possa prosperare libera dalle oppressioni e dalle sanzioni della giustizia! Ma… Se questo Somarion Degli Equidi dovesse arrivare al potere e allo Staggio del Re… Chi ci assicura che la nostra causa sarà al sicuro? Se non potessimo più operare liberamente? E se…”
Un’ennesima, pacata, interruzione da Del Guanto:
“Coi “se” e coi “ma”, chiuderemmo Branchia in una bottiglia! Né Somarion né chi per lui potrà mai imbrigliare i nostri affari! Se allo Staggio dovesse salire un ennesimo tiranno o un ottuso inebriato dal potere, vorrà dire che prenderemo precauzioni adeguate! Alzeremo le tasse di scambio delle liquidità e appoggeremo, o meno, il nuovo governo. Il tutto fino a trovare il modo per tutelare ogni nostro traffico. Comunque vada ogni grande Regno avrà bisogno della sua economia per prosperare… E questo, chiunque cammini sul Mondo Illusione lo sa… Lo teme… Siamo noi ad avere la lama dalla parte del manico!”
Con un gesto teatrale sposta il ricco soprabito sopra ad una raffinata elsa di daga posta al suo fianco e conclude:
“Ma ora basta con le paure, mio giovane amico e fratello!
È tempo di svuotare le coppe ed ingraziarci un futuro prospero e magnifico!
Maldestro! Porta la mia riserva privata di Fortunastella liquida! Stasera non voglio badare a spese! Salute, amico mio, a una proficua e duratura collaborazione! Che la nostra Banca – così come la Ricercata Gilda -abbia una lunga e fruttuosa vita!”
Con un sorriso da predatore gentile, Ser Dedalo avvicina elegantemente la propria coppa con quella di Onestus Manus, siglando così un brindisi dallo sfarzo quasi regale.


