Epilogo
“Seguitemi! Io vi farò diventare… IMMORTALI!”
Ma qualcosa tradiva quell’affermazione, un’evidenza spaventosa e macabra.
Tanti corpi di Musgrugni erano riversi a terra così come quelli degli Illusoniani. Non c’era gloria o magnificenza nella sua vittoria, solo bieca distruzione e dolore ovunque e, mentre i corpi dei moribondi venivano ammassati in una pila monumentale, Murgushmuso vi si ergeva sopra, il suo corpo: menomato e ibrido di tecnomanzie e carni avvizzite.
Fumi violacei e neri impregnavano l’aria come scarti combustibili di filtri tecnosintetici, i suoi Musgrugni esultavano a quelle parole e a quelle promesse di guerre e caos su tutto il Mondo Illusione e oltre.
Altrove…
Dedalo Del Guanto stava seduto con gli occhi fissi al muro opposto. A guardarlo da fuori la sua postura tradiva una sorta di spossatezza, l’incontro che si era tenuto da lui stesso escogitato non aveva dato i frutti da lui desiderati, quando il Blello entra:
“Sommo Contrattatore, un uomo che si accompagna ad uno strano bastone è qui davanti, non sappiamo come sia arrivato all’ingresso del covo. Dice che desidera parlarvi…”
Altrove…
La Locanda dell’Asino Stracco è un tripudio di Braccianti e Barabitti che brindano e festeggiano come in preda ad un estasi irrefrenabile. I Barabitti che portano le effigi della Teschioponfa sulle loro sopravvesti si stanno sfidando a lotte corpo a corpo; altri stanno dilapidando le loro vincite sull’uno o sull’altro contendente; altri competono in una gara di bevute riempiendo corni ricolmi di sidro o birra chiara; altri ancora più distanti stanno giocando ad un gioco di carte con uno strano vegliardo dal cappello a punta nero ed un’incolta chioma di capelli grigi.
Al fondo di questi festeggiamenti, Belfante Brandiperfida siede su di uno scranno posto sopra ad un tavolaccio della locanda. In questo improvvisato altare regale, stringe ancora il cranio di illusiolupo nero nella sua mano mentre nell’altra riversa l’ennesimo boccale di birra. L’auto proclamatosi Re dei Braccianti assapora tronfante e ghignante la sua vittoria sui Braccianti sciolti delle Fazioni, in quel marasma, qualcosa cattura la sua attenzione. Tra i suoi guerrieri e seguaci, una donna si avvicina facendosi strada in maniera elegante in mezzo a quel caos di muscoli e violenza goliardica. Fattasi più vicina a Belfante, rimuove il cappuccio che le copriva il volto e, svela alla flebile luce delle candele della locanda un volto ammaliante e sensuale, i cui occhi, sono impossibili da dimenticare.
Fuori dalla locanda l’imbrunire del giorno avanza.
Altrove…
L’essere chiamato Tre Spine salutò i coraggiosi Illusoniani e Illusoniane che avevano combattuto per esso.
Mentre questi recuperavano dal corpo abominevole di una creatura artificiale e letale una Componente nefasta, la sua essenza materiale andava lentamente a sfaldarsi, permettendo così al suo essere di fare ritorno al Piano Parasconosciuto oltre il mondo materiale.
Tre Spine, portava con sé la coscienza che ciò che era stato fatto non era che una piccola risoluzione di un intricato e ben più pericoloso problema le cui dimensioni, persino ad un essere come lui, erano ancora incalcolabili.
Altrove…
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un glitch momentaneo
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gli occhi tornano a fuoco
Ricalcolo capacità fisiche:
una barra di caricamento appare nella periferia dello sguardo
e lentamente la Tecnomante Tekna si rialza dal suolo fradicio di pioggia.
Tekna aveva perduto quel giorno una battaglia, ma la sua mente altamente addestrata era impossibilitata a riconoscere una sconfitta totale.
Forse era stata avventata, forse aveva attirato a sé attenzioni indesiderate. I suoi Prodigiocreatori si erano battuti bene, ma non erano sopravvissuti allo scontro.
Solo una delle ultime Tecnomanti come lei sarebbe stata in grado di sopravvivere, tutto grazie agli impianti biomeccanici installati nel suo organismo, che avevano permesso un arresto momentaneo del cuore per poi riattivarlo una volta lontana dai pericoli.
Era stata scoperta, sì, ma solo per un gioco beffardo del destino e ora, sola e senza più un gruppo organizzato con il quale poter continuare le sue ricerche era disorientata.Forse fu proprio grazie ad una situazione estrema come questa che dalla sua mente – come in una banca dati nascosta nel suo ippocampo cerebrale – riaffiorarono i ricordi delle antiche dottrine dei Tecnomanti, per suggerirle una possibile strada da percorrere.
Altrove…
La retroguardia dell’Orda dell’Invidia lascia il feudo di Castel Birbanello.
Il loro raid, capitanato dallo stesso Murgushmuso era mirato a recuperare il guanto-fulcro tecnomantico e a sfaldare i Giorni dell’ Adunanza, portando quindi altro sconforto e odio in quei pochi Illusoniani e Illusoniane che avevano da qualche mese iniziato a riorganizzarsi per ristabilire un equilibrio del Regno. L’attacco era atto a nutrire lo scoraggiamento in cui tutti riversavano ancora.
I corpi lividi e morenti degli eroici Illusoniani e Illusoniane che tentarono una resistenza, vennero ammassati come un monumento macabro a monito per coloro che osavano opporsi al 44 Volte Senz’Anima e, del guanto-fulcro tecnomantico si perse ogni traccia.
La notte era sopraggiunta sullo scenario tragico e una timida alba iniziava a sorgere all’orizzonte.
Infine…
Inesisto era fermo da giorni oramai dinanzi allo Staggio del Re, non una visione, non un segno proveniva dal Cerchio Rituale.
La sala del trono era riempita dal solito flebile ronzio innaturale, Inesisto sapeva che se l’attacco dell’Orda dell’Invidia si fosse spinto così a fondo in Castel Birbanello, lui sarebbe stato l’ultima difesa per quel luogo.
Eppure i rumori della battaglia cessarono. Egli si ridestò e con misurata cautela avanzò fino al ciglio di una delle grandi finestre della sala da cui poteva scorgere la strage che era stato lo scontro. In quel momento cupo e mesto cercava una soluzione nella sua mente.Ad un tratto qualcosa cattura la sua attenzione.
Nel cielo ora colorato timidamente dall’alba, le nuvole si dissipano in un istante e, qualcosa di inspiegabile si palesa ai suoi occhi, lasciando con il fiato sospeso tutto il feudo di Castel Birbanello.


